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Nella foto, chiesa di Sant’Andrea, Lamone

Parrocchia di Lamone e Cadempino

Parroco

Padre Angelo Fratus

Consiglio Parrocchiale

Sergio Vecchi – Presidente
Tom Cantamessi – Vice presidente
Padre Angelo Fratus – parroco
Marco Lehner – rappresentante Comune di Cadempino
Michele Vescovi – membro
Giovanna Branca Benicchio – membro
Mauro Vismara – rappresentante Comune di Lamone

Collaboratori

Luisa Lurati – segretaria
Pierre Bernasconi – custode

Consiglio Pastorale

Padre Angelo Fratus
Agosta Silvana (Volontaria)
Angelillo Rosanna (Gruppo mamme)
Bernasconi Pierre (Responsabile Centro Parrocchiale)
Bizzini Patrizia (Catechista, Gruppo mamme, Assemblea genitori)
Branca Benicchio Giovanna (Membro Consiglio parrocchiale)
Carvelli Maria (Catechista cresimandi e Volontaria)
Casari Siro (ex Presidente Consiglio parrocchiale)
Consiglio Cristina (Gruppo mamme)
Cozzi Nicolina (Volontaria)
Della Casa Andrea (Scout)
De Polo Maria (Catechista-Lettrice)
Gigliotti Antonia (Catechista cresimandi e Volontaria)
Lurati Giorgio (Sagra della Costina e delegato Consiglio vicariale)
Lurati Luisa (segretaria Consiglio parrocchiale)
Marrazzo Pina (Lettrice e volontaria)
Perseghini Mirta (Volontaria e ex segretaria Consiglio parrocchiale)
Gilenardi Mary (Aiuto catechista)
Saporito Gerardo(Volontario)

La prossima riunione è prevista per il 19 gennaio 2021 alle 20:00 in Sala parrocchiale o in chiesa.
Verbale del 28 settembre 2020
Verbale del 13 gennaio 2020
Verbale del 9 settembre 2019.
Verbale del 21 gennaio 2019.

Chiese ed oratori

Chiesa di Sant’Andrea, Lamone

La chiesa, di vaste dimensioni, si trova leggermente discosta dal vecchio nucleo del paese, su terreno alluvionale piano ed è circondata a nord dal vecchio cimitero, ad ovest dalla nuova parte del cimitero. Sicuramente già nel 1300 esisteva sul posto un edificio adibito a luogo di culto, probabilmente di proporzioni identiche a quello di Cadempino ma di orientamento diverso. Questo è poi stato parzialmente o totalmente demolito nel 1600 per far posto all’attuale. I muri sono in pietrame, di spessore ben proporzionato e sono provvisti all’interno di intonaco e lesene di stucco, mentre la parte esterna è in rasa pietra, ad eccezione della facciata principale d’entrata, la quale presenta pilastri, lesene e sagomature rinascimentali di semplice fattura. Il campanile romanico all’angolo est è stato allargato e rialzato, probabilmente per permette a questo di emergere dal complesso, malgrado l’ingrandimento della chiesa. Il portico è stato costruito nel 1690 mentre l’affresco sopra il portale, raffigurante Sant’Andrea, fu realizzato da Antonio Rinaldi nel 1872. Davanti all’entrata troviamo la cappella della Madonna di Lourdes, nata nel 1698 come ossario per dare dignitosa sepoltura ai resti dei bambini, trasformata poi nel 1924 in una grotta/oratorio. Sopra il portico, all’ingresso, si trova la vetrata realizzata da Fra Roberto nel 1985, la quale propone attraverso la sua estetica astratta richiamo spirituale, moto e tensione verso l’alto.
L’interno della chiesa, composto da navata coperta di volta, dal presbiterio con nicchia, la cui entrata domina l’altare barocco decapitato dal tronetto nel 1920, allo scopo di permettere l’intera visione del quadro inserito nell’ancona della parete di fondo. Sopra questo spazio, troneggia la cupola provvista di tinteggio figurativo di un certo valore. A due lati della navata, di pianta rettangolare allungata, troviamo le cappelle: quella della Madonna (statua del 1695), e, dal lato opposto, quella dedicata a San Sebastiano (altare del 1706). Queste cappelle hanno ornamenti barocchi di maggior lavorazione e valore dei pilastri e delle lesene della chiesa. Il pavimento della chiesa è in mosaico alla veneziana. Il battistero è in pietra, a forma di calice, rozzamente lavorato e con sovrastruttura in legno. Inizialmente situato all’esterno, è stato spostato in chiesa nel 1742. Il dipinto della nicchia retrostante è del 1842. Sono da segnalare i due bellissimi confessionali scolpiti (1692 e 1747), le tele della Via Crucis e le tele dei 12 Apostoli, del Caresana (1701). La cappella della Madonna è iscritta nel registro cantonale dei monumenti storici, come pure l’ancona e le tele degli Apostoli.

Dati ripresi da:
Lamone-Cadempino di Don Giovanni Sarinelli, pubblicato nel 1941
Bollettini Parrocchiali di Don Carlo Quadri, parroco di Lamone dagli anni ’60 al 2000

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Nella foto, cupola affrescata

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Nella foto, Madonna presso la chiesa di Sant’Andrea, Lamone

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Nella foto, particolare del cimitero vecchio, Lamone

Oratorio di San Gervasio e Protasio, Cadempino

Costruito prima dell’anno mille, forse su ordine del monastero di S. Ambrogio di Milano e dei suoi monaci, proprietari grazie alla donazione di Totone da Campione, anno 777.  La datazione della chiesa è resa possibile dai pesci visibili negli affreschi in fondo alla chiesa, uguali a quelli ritrovati a Deggio, nella chiesa di S. Martino.
Gervasio e Protasio sono stati scelti quali patroni poiché nella basilica ambrosiana sono presenti i resti dei corpi dei due martiri.
Ristrutturata a partire dal 1636, nel 1967 viene iscritta nell’elenco cantonale dei monumenti storici. Durante l’ultimo restauro, 1995/96, sono stati rivelati gli affreschi romanici fin’ora coperti dall’intonaco, sono state rinvenute le fondamenta dell’edificio primitivo e il pregiato pavimento in cotto del settecento.
L’altare è invece del 1661, decorato nel 1741 in scagliola a intarsio, chiamato anche marmo dei poveri, ad opera di Giovan Battista Rapa. La pala dell’altare, opera di Giov. Andrea Casella, raffigura una Vergine con Bambino, i santi Patroni sulla sinistra e San Domenico a destra. In basso si può scorgere lo stemma araldico della famiglia Tamossi di Cadempino. (Anno 1661-62). Il campanile romanico con tetto in piode risale alla metà dell’ XI secolo.

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Nella foto, affresco romanico, Oratorio di San Gervasio e Protasio, Cadempino

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Nella foto, pavimento dell’Oratorio di San Gervasio e Protasio, Cadempino

Oratorio di San Zeno, Lamone – Proprietario: Patriziato di Lamone

San Zeno fu un vescovo di Verona, di origini mauritane, algerine oppure marocchine, morto il 12 aprile del 371/372.
L’oratorio si pensa possa essere stato dedicato a San Zeno poiché gli uomini di Lamone usavano emigrare nelle zone di Brescia, Bergamo e Verona in qualità di muratori e stuccatori. Stando a ricerche di don Giovanni Sarinelli, parroco di Lamone dal 1919 fino al giorno della sua morte, l’oratorio fu costruito nel 1490. La pala dietro l’altare raffigura la Madonna, con al fianco San Zeno e, probabilmente, San Grato.
Il primo eremita a rifugiarsi a San Zeno pare provenisse dal Piemonte. L’eremo fu però aggiunto alla chiesetta soltanto dopo il 1670 ed ospitò eremiti sino al 1832. Del 1827 è invece la nuova cappella della Visitazione.
Il parafulmine dell’oratorio fu posato nel 1911, dopo che un fulmine colpì l’oratorio causando danni non indifferenti.
A nord dell’oratorio è presente un masso cuppelliforme sul quale, con pazienza, si possono intravedere in alcune bacinelle delle croci, are votive dell’epoca neolitica (6000 anni a.C). Ben più visibili dalla sommità del San Zeno (Lamone 321 m s.l.m. mentre San Zeno 562 m s.l.m.) sono invece i Denti della vecchia, il Monte Boglia, il Monte Brè, il Sighignola, il Monte Generoso, il Monte Ferraro e il Monte Tamaro.

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